La storia

Le origini

Con disposizione testamentaria del 13 novembre 1883, il sacerdote Leopoldo Perabò De Colombani fondava l'Opera Pia Perabò allo scopo di istruire gli abitanti di Cerro (oggi frazione di Laveno Mombello) e dei comuni limitrofi per la coltivazione di terreni incolti. L'Istituzione fu eretta in Ente Morale con R.D. 20 aprile 1884 e con la riforma statutaria approvata con successivo R.D. 10 ottobre 1885 assunse la denominazione di "Istituto Pio Perabò".

Il 10 giugno 1906 fu approvato in nuovo Statuto dell'Opera Pia. Nei decenni successivi la popolazione alla quale l'Ente si riferiva (Laveno, Mombello, Cerro, Leggiuno) per la quasi totalità si trasformava da agricola in operaia in conseguenza allo sviluppo industriale, con crescenti difficoltà per il perseguimento dei fini statutari.
Questa trasformazione ha modificato le esigenze assistenziali e sociali del territorio in special modo nei confronti di anziani e inabili.
Nel 1943 "Palazzo Perabò" posto nel centro di Cerro fu adibito a ricovero per anziani.
Si è proceduto quindi alla revisione dello Statuto adattandolo alle nuove necessità, approvato con D.P.R. 25 novembre 1958 con il quale assunse la denominazione "Casa di Riposo Perabò – Opera Pia".
Nel 1960 assunse la Presidenza del Consiglio di Amministrazione dell'Opera Pia la persona che segnerà la nuova storia dell'assistenza agli anziani di Laveno Mombello e di tutti i territori confinanti.
Con la disponibilità finanziaria messa a disposizione dell'Avv. Bassani s'intrapresero i lavori per la realizzazione di moderni e funzionali edifici a Laveno, sulla collinetta che da sud sovrasta il golfo della cittadina, in splendida posizione panoramica.
La struttura, suddivisa in due padiglioni collegati tra loro da un terrazzo centrale fu inaugurata nel 1966, lasciando libero Palazzo Perabò di Cerro che in seguito verrà ceduto al Comune di Laveno Mombello per destinarlo a Museo della Ceramica.
La nuova struttura disponeva di circa 35.000 mq. di parco, di una residenza per la portineria e di altro immobile utilizzato dalle religiose che prestano assistenza agli ospiti.
Il 30 luglio 1966 è attribuita la nuova denominazione di "Casa di Riposo Perabò Bassani Menotti – Opera Pia".
Con la morte del Presidente Avv. Franco Bassani avvenuta nel 1985, la sua consorte Eugenia Scotti dispose una donazione a favore dell'Ente per provvedere al completamento della struttura secondo le volontà del marito indicate nel lascito testamentario, destinando il nuovo padiglione ad ospiti non autosufficienti. Si diede così inizio ai lavori all'intervento di completamento conclusi nel 2003 per raggiungere l'attuale consistenza.

L'Avv. Franco Bassani

Quale Laveno sarebbe oggi se non ci fosse lassù posta a sentinella la Fondazione Menotti Bassani? Quali impulsi ha dato questa organizzazione a tutto il comune ed al territorio di riferimento, oggi la struttura più importante in termini assistenziali ed anche occupazionali?
Se oggi esiste è merito di tante persone che hanno lavorato, vissuto, animato, presieduto e diretto, ma è una persona più di tutte le altre, ha voluto, finanziato, sostenuto quella che oggi è la casa di riposo dei lavenesi, un bene prezioso e imprescindibile: il
Comm. Avv. Franco Bassani
Nato a Milano nel 1895 ha frequentato Laveno Mombello, dove il nonno era insegnante alle Scuole Elementari.
Si è arruolato volontario durante la prima guerra mondiale e ha partecipato alle operazioni al fronte e pur rimanendo ferito e mutilato, non abbandonò le operazione di guerra.
Rientrato alla vita civile si è laureato in giurisprudenza e ha svolto la professione di Avvocato.
Era però attratto dall'attività imprenditoriale dove ha ricoperto importanti ruoli direttivi presso ditte private italiane e francesi per poi dedicarsi alla direzione della Ditta Plasmon, fondata dal suocero, alla quale ha impresso grande sviluppo e prestigio ponendola tra le maggiori Società produttrici di alimenti per l'infanzia.
I suoi interessi si sono estesi a vari campi con nomine in vari consigli di amministrazione e presidenze, sino a giungere al 1960 quanto è stato eletto Presidente dell'allora "Casa di Riposo Opera Pia Perabò" di Cerro, frazione di Laveno Mombello.
Si stava per realizzare e delineare ciò che negli anni successivi sarebbe diventato un chiaro e preciso disegno personale: dedicare forze e mezzi all'assistenza agli anziani. Confortato dall'adesione all'iniziativa della propria moglie, ha dato immediato avvio allo studio e alla programmazione di una nuova, moderna sede, realizzata con fondi propri, inaugurata nel 1966 in località Brianza nel comune di Laveno Mombello e capace di ospitare 183 ospiti autosufficienti.
L'assidua presenza in struttura ha contribuito a maturare in lui l'esigenza e il dovere morale di estendere l'assistenza anche ad altri anziani bisognosi.
Nel 1973 elargisce una rilevante somma economica che ha permesso la costruzione di un nuovo Padiglione, attrezzato per ospiti bisognosi di parziale assistenza, ampliando così anche le unità di offerta, anticipando le caratteristiche delle attuali residenze sanitarie assistenziali.
Quelli della seconda metà degli anni '70 sono stati gli anni nei quali l'avv. Bassani ha ridotto la propria attività lavorativa ha rivolto sempre più il suo interesse alla Casa di Riposo, a fianco della moglie, signora Giannina, di animo nobile e profondamente attenta alle problematiche degli anziani.
Nel 1973, per le Sue particolari benemerenze e per la dedizione, è stato proclamato "Cittadino Onorario", primo e sinora unico, di Laveno Mombello.
Alla morte avvenuta nel 1985, ha destinato gran parte del proprio cospicuo patrimonio a favore dell'Ente per la costruzione di un quarto Padiglione, per non autosufficienti, lasciando alla moglie il compito di proseguire il cammino intrapreso.
Giannina Scotti Bassani è deceduta nel 2008.

Tra cielo e lago

La Fondazione Centro Residenziale per Anziani Menotti Bassani ONLUS, è una residenza sanitaria assistenziale, adagiata su una collinetta che affaccia sul golfo di Laveno, nella parte centrale della sponda orientale del lago Maggiore.
È una residenza sanitaria assistenziale autorizzata ed accreditata dal servizio sanitario regionale per assistere 278 anziani.

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